Oggi scopriremo insieme cos’è l’arredamento sostenibile, cosa si intende per mobili di ecodesign, e perché scegliere la sostenibilità non significa affatto rinunciare a praticità e confort.

Cos’è l’arredamento sostenibile e il Greenwashing

Certo, tantissime aziende produttrici hanno iniziato a creare linee greendei propri prodotti per cavalcare l’onda della sostenibilità e catturare quei clienti che possiedono questa nuova consapevolezza, ma ciò che intendiamo veramente per arredamento sostenibile non può ridursi solo nell’inserire un singolo pezzo di ecodesign nel nostro arredamento di casa.

Attenzione, quindi, al greenwashing anche in tema design: arredare in maniera sostenibile significa cercare di impattare nel minor modo possibile sul pianeta, partendo dal materiale che scegliamo per rivestire pavimenti e pareti fino ai complementi di arredo, ma anche interessandoci di questioni più specifiche come il risparmio energetico e la dispersione di calore.

Oggi “essere green” è molto di moda. Alcune aziende pensano infatti che basti far finta di dimostrare un attaccamento all’ambiente e al pianeta per guadagnare punti in reputazione e immagine aziendale. Questo è il fenomeno del greenwashing.

Si tratta a tutti gli effetti di una pratica ingannevole, usata come strategia di marketing da alcune aziende per dimostrare un finto impegno nei confronti dell’ambiente con l’obiettivo di catturare l’attenzione dei consumatori attenti alla sostenibilità, che oggi rappresentano una buona fetta di pubblico. Viene fatto attraverso campagne e messaggi pubblicitari o in qualche caso persino iniziative di responsabilità sociale.

L’obiettivo del greenwashing quindi è duplice: valorizzare la reputazione ambientale dell’impresa e ottenere i benefici in termini di fatturato (perchè aumenta il bacino di clientela). Per fortuna, questa pratica è sanzionata in Italia dallo Iap e dall’antitrust e ci si può quindi tutelare.

Insomma, anche in questo caso parliamo di scelte consapevoli e ragionate; per la nostra casa dovremo essere attenti a:

  • Prediligere materiali riutilizzabili, biodegradabili, riciclabili, non tossici
  • Acquistare mobili progettati pensando alla lunga vita del prodotto
  • Considerare anche tutto ciò che ruota attorno al mobile individuato: il processo produttivo, l’impatto della produzione sia sull’ambiente sia sulle realtà produttive locali

Quali sono gli arredi veramente ecosostenibili?

Ma quindi, ti domanderai, come faccio a individuare dei mobili green che siano veramente tali?

  • Puoi cercare arredi e mobili creati seguendo la filosofia dello Zero Waste Design: conosciamo già bene il movimento Zero Waste (zero sprechi) che applicato al mondo dell’arredo significa creare mobili che, nel tempo, non creeranno rifiuti. Sono quindi prodotti ad alto tasso tecnologico perché impiegano materia prima biodegradabile ma manipolata in modo da renderla durevole
  • Anche l’arredamento sostenibile può essere la seconda vita di altri oggetti: in questo caso si parla di Upcycled Materials, ovvero del riutilizzo di materiali di recupero, oggetti vecchi o danneggiati che lavorati fino anche alla riduzione in schegge diventano nuovi lampadari, complementi di arredo e piccoli mobiletti

Per reperire questa tipologia di arredamento ecosostenibile non è necessario frequentare il Salone del Mobile di Milano o leggere riviste specializzate, basta non riferirsi soltanto ai grandi marchi blasonati o commerciali, ma cercare magari dei designer giovani, in genere più attenti alle dinamiche dell’ecosostenibilità e a come creare qualcosa di bello e pratico con risorse limitate.

I materiali naturali per l’arredamento ecosostenibile

Se dobbiamo creare il nostro nido da zero, magari per una ristrutturazione o una nuova costruzione, possiamo allora avere voce in capitolo anche su pavimenti, rivestimenti e arredo di cucina e bagno, cosa che non può fare chi acquista in case costruite anni fa e già predisposte dal vecchio proprietario.

  • Per i pavimenti scegliamo materiali naturali quali la pietra o il legno, assicurandosi che i listelli di parquet scelto provengano da una filiera certificata PEFC, marchio che garantisce la tracciabilità del legno (e dei mobili con questo creati) proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile
  • preferiamo le lavorazioni artigianali e scegliamo i nostri fornitori con cura: a volte ci si rivolge a una grande catena per pigrizia, senza sapere che la propria provincia è famosa per la lavorazione di questo o quel materiale. Lavorare con un artigiano significa accorciare la filiera e accrescere il benessere del territorio che ci circonda, senza parlare dei vantaggi di personalizzazione e cura che già conosciamo
  • bambù e rattan sono degli ottimi materiali per mobili e complementi di arredo, ultimamente tornati in voga per le loro caratteristiche di robustezza, versatilità e rapida crescita delle piantagioni
  • per il tessile, ottime scelte sono lino e cotone: anche in questo caso facciamo molta attenzione alla filiera di produzione, ma prese le giuste accortezze questi tessuti sono imbattibili in freschezza e morbidezza.

Preferire l’arredamento ecosostenibile non è una scelta che fa bene solo all’ambiente, ma direttamente anche a noi stessi e al nostro fisico: un mobile green è creato con attenzione, rispetto della salute di chi ne fruisce, evitando ad esempio l’impiego di materiali tossici. Come amiamo ribadire, insomma, scegliere ciò che è meglio per l’ambiente significa scegliere ciò che è meglio per noi.

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